il bombarolo

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domenica, 23 novembre 2008

 

 

23 novembre 1980

scritto da sospiri alle ore 19:57 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: terremoto irpinia


mercoledì, 05 novembre 2008

YES WE CAN

USA 2008

ITALY 2008

scritto da sospiri alle ore 08:54 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, vita, storia, elezioni, diritti umani, stato, antifascismo, prevenzione, i have a dream, obama


martedì, 04 novembre 2008

la repubblica delle banane

da L'Unità

«Mussolini statista, la P2 una montatura»: così Dell'Utri, voce del padrone   

L'antifascismo? È obsoleto. La P2? Tutta una montatura. L'antimafia? Il conto costi-benefici è in rosso. "Gomorra"? Cattiva pubblicità per l'Italia. Gli studenti che manifestano? Figli del fascismo rosso. Il Tg3? Cambiare  gli uomini... Sembra un'intervista finta: la summa del "politicamente scorretto", la libertà da macchietta di chi dà fiato alla pancia anziché alla ragione. E invece no. È l'intervista vera di Marcello Dell'Utri, uscito dalle nebbie, fatta da Klaus Davi per "klauscondicio" su You Tube. Una intervista da prendere sul serio. E sul serio è stata presa, a caldo, da Giovanna Melandri, da Roberto Di Giovan Paolo, dalla Federazione della Stampa.

Una lunga sequela di dichiarazioni che sembrerebbero un vaneggiamento, paradossali, ma che a ben leggere sono la cornice di un nuovo corso che assomiglia così da vicino a quel progetto di P2 di tanti anni fa, proprio ora che Licio Gelli diventa opinionista in tv, che persino Roberto Gervaso (iscritto alla sua loggia) "riapre" la sua rubrica sul Messaggero di Roma.

«La P2 è una cosa che è stata montata per non parlare d'altro - ha detto Dell'Utri nell'intervista -. Certo, esisteva per fare affari, ma è stata sempre strumentalizzata, da 40 anni a questa parte». E poi, la mafia: «Non ci sarebbe stata l'accusa nei miei confronti se non ci fosse stata la grande affermazione di Forza Italia in Sicilia nel 1994», dice il senatore di Forza Italia, glissando sulle pesanti condanne per concorso esterno in associazione mafiosa, schivate grazie alle ripetute elezioni parlamentari, ininterrotte dal 1996.

E poi, ancora Mangano, il famoso "stalliere di Arcore", condannato per omicidi di mafia, che per Dell'Utri era «un eroe», «malato com'era - ha affermato il senatore di Forza Italia nell'intervista - sarebbe potuto uscire dal carcere e andare a casa, se avesse detto solo una parola contro di me o contro il presidente Berlusconi. Invece non lo ha fatto. Per me è un eroe, a modo suo».

E il fascismo. E Mussolini. «Mussolini sbagliò, non c'è dubbio, ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato, e in questo è stato l'unico, un senso di patria al Paese, che non c'era prima e non c'è stato neanche dopo», ha affermato tra l'altro. «Forse Dell'Utri - è intervenuta seccamente Giovanna Melandri - confonde il senso di identità nazionale con quello di purezza della razza "garantito" con le leggi razziali e con la collaborazione con il nazismo. E forse confonde la Patria con le "patrie galere" che il Duce riempì di uomini che la pensavano diversamente da lui come Gramsci, Foa e Pertini. Molti, come don Sturzo e Salvemini, quella Patria furono costretti a lasciarla, andando in esilio. Molti ancora, come Matteotti o don Minzoni, dall'ispiratore di  quella Patria furono fatti fuori, perché le loro idee non coincidevano con l'idea di stato a cui si richiama Dell'Utri».

Ce n'è anche per gli studenti in piazza: «Concordo con quegli internauti che definiscono "figli del fascismo rosso" quegli studenti che impediscono con la forza ad altri di studiare e di frequentare le lezioni, se è vero che, nell'accezione comune, tutto ciò che impedisce qualcosa agli altri è fascista».

Durissima la Federazione della  Stampa contro l'attacco ai giornalisti del Tg3: «Oggi ci siamo sentiti spiegare da un singolare pulpito, quello del senatore Dell'Utri - è scritto in un comunicato - , come devono e non devono essere i conduttori, in particolare del Tg3; la faccia non deve essere gotica, il dark non và. Prima che ce la diano, stiamo pensando noi a una divisa, la farà cucire l'Usigrai, ma se e quando la metteremo, lo faremo per dire alla gente che stiamo trasmettendo informazione non libera».

scritto da sospiri alle ore 21:19 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, mafia, storia, elezioni, stato, antifascismo, informazione, camorra, banane, stragi, fascisti, misteri ditalia, merde, antistato, cle-o-ro


martedì, 30 settembre 2008

balle dal regime

Bruno Vespa aveva diffuso dei dati falsi sui bambini rom promossi tra quelli che vanno a scuola. L’Arci lo ribadisce e diffonde i dati veri: «Il 50% dei bambini rom inseriti nel progetto di scolarizzazione gestito dall'Arci solidarietà Lazio viene promosso al termine dell'anno scolastico». Nella sua relazione sulla propria attività annuale nei campi nomadi della capitale a lei assegnati all'interno di un progetto finanziato dal Comune, l'Arci Solidarietà ha voluto rispondere con forza alle cifre sulla scolarizzazione dei bambini rom recentemente diffusi da Bruno Vespa nelle anticipazioni del suo ultimo libro, che parlano di percentuali inferiori sia sulle promozioni che in merito alla frequenza.

«Sono falsi per quanto riguarda il numero degli iscritti e dei promossi - ha detto il presidente di Arci Solidarietà, Sergio Giovagnoli -, stiamo studiando la possibilità di intentare causa a Vespa e chiedergli un risarcimento danni al momento dell'uscita del suo libro». I dati falsi riportati da Vespa sono stati successivamente ripresi da alcuni quotidiani, con conseguente danno d’immagine per l’Arci.

«Il 50% dei bambini rom sui quali lavoriamo viene promosso - ha spiegato Sergio Giovagnoli - l'ultimo bando prevede interventi complessivamente su 2027 bambini: noi gestiamo 4 lotti, per un totale di 7 campi e 2 piccoli insediamenti». In questi campi, secondo i dati diffusi dall'Arci, sono circa 860 i bambini direttamente gestiti dall'associazione dedita ai servizi sociali, al progetto di scolarizzazione dei rom lavorano 60 operatori dell'Arci e 25 volontari impiegati nel servizio civile. «Coloro che percepiscono un compenso per le attività svolte nel progetto guadagnano una media di 750 euro al mese - ha aggiunto Giovagnoli - anche per quanto riguarda i dati sui trasporti vogliamo precisare che ciascun bambino cosa 1038 euro all’anno, pari a 4,50 euro al giorno».

Giovagnoli ha spiegato inoltre che l'Arci ha chiesto da mesi un incontro con l'assessore alle Politiche scolastiche del Comune di Roma, Laura Marsilio «fino ad ora siamo riusciti a parlare solo con una sua assistente che ci ha riferito della volontà di effettuare un monitoraggio dell'opera che svolgiamo. Noi diciamo ben venga questo monitoraggio». Poco dopo, è giunto l’annuncio da pare dell’assessore alle politiche scolastiche del Comune che un ente esterno monitorerà le frequenze scolastiche dei bambini rom.

Sempre in riferimento ai dati sulla presenza scolastica l'Arci ha spiegato che per quanto riguarda il campo nomadi Tor de’ Cenci lo scorso anno 13 bambini hanno frequentato le scuole dell'infanzia, 52 le elementari e 37 le scuole medie. Di questi 8 hanno avuto presenze medie e regolari nella scuola dell'infanzia, 9 sono stati bocciati alle scuole elementari mentre 7 minori hanno ottenuto il passaggio alle scuole medie, tra coloro che hanno frequentato le scuole medie, invece, sono stati 3 i minori ammessi alle superiori.

lunedì, 15 settembre 2008

il sorriso di abba

"Gli dicevo: non temere, sei italiano l'hanno abbattuto come una bestia"

Non trovo parole per definire quello che è accaduto a Milano ossia l'assassinio di Abdul William Guibre. Pensare che in Italia si possa morire per un furto di biscotti mi fa quasi ridere, ovviamente una risata isterica; pensare che in Italia si possa morire per il colore della pelle mi fa rabbrividire. Eppure accade oggi che nel paese del sole si aggirano personaggi malati di razzismo ed insano giustizialismo che riducono le nostre strade al far west dove tutto ciò che non è italico al 100% va eliminato, distrutto. Abba, diciannove anni era un figlio; Abba era un fratello; abba era un fidanzato; era un tifoso; era un amante della musica; era un precario. Abba, così lo chiamavano i suoi amici, era tutto questo. Per chi lo ha ammazzato a sprangate lasciandolo sanguinante ma ancora in vita a terra, lui non era altro che uno sporco negro. C'è da chiedersi quanto valga oggi nel nostro paese la vita di "uno sporco negro" o di un rumeno o di un rom o di una prostituta o di un ragazzo "di sinistra"? Cosa stiamo diventando?
Mi viene in mente l'agghiacciante scena dei corpi esamini delle due bambine rom morte su una spiaggia di Napoli tra l'indifferenza dei bagnanti che continuavano a spalmare disgustose creme solari sui loro corpi con l'atteggiamento infastidito per quel piccolo inconveniente. Che vergogna che ho provato quel giorno ad abitare a così poca distanza da quelle persone che non provavano pietà neanche di fronte a due bimbe morte, quelle stesse persone che hanno permesso ad un mix di odio razziale ed interessi camorristici di bruciare i campi rom a Ponticelli e dintorni.
Io non ci sto a pensare che questa ormai è la normalità: oggi Milano, ieri Roma poi Napoli, ma non solo: anche centri piccoli come Avellino!
Dalle scritte sui muri, alle sfilate neofasciste autorizzate, alle violenze sui cittadini migranti, questa non è escalation di violenza: questo è Razzismo, alimentato e orchestrato da gruppi di potere (politico-informativo-poliziesco), ma anche da noi che forse ci stiamo sempre più chiudendo nel comodo alveo dei problemi soggettivi, dividendoci, limitandoci a pensare ed indignarci di nascosto senza più urlare, manifestare condividere...
Eppure il sorriso di Abba è forte, contagioso, vero ...è un sorriso che qualcuno ha barbaramente spento. Noi, tutti coloro che non hanno paura di contaminarsi, di imparare, di scambiare usi e costumi con chi viene nelle nostre città per vivere dignitosamente, possiamo e dobbiamo riaccenderlo
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